PULP BLOG
"Pulp"- 1. Massa di materia informe, molle e umida.
2. Un libro che tratta argomenti sinistri, normalmente stampato su carta di bassa qualita'.
27/3/2006
LIBERO
Quando c'è la tua voce stampata sui timpani è difficile anche sospirare. Quando l'entusiasmo va in vacanza devo andare in vacanza anche io. Anestetizzare seppur per un giorno le orecchie e il fegato. Perchè eri un massaggio ai piedi ben riuscito, un finale malinconico e ottimista. Eri Doraemon, eri l'aria che prendevo dopo scuola, eri un pò di fresco. Eri e sei il mio più dolce pensiero. Sei il mio tormento e la mia sola droga. Niente mi può sconvolgere di più. Lo sò per certo come sò che preferisco essere libero all'inferno che schiavo in paradiso. Mi manchi come manca la pelle alla zanzara e desidero i tuoi occhi su di me immensamente. Più di un parcheggio. Più del sonno. Più dell'ombra. Semina sorrisi adesso, soffocando le lacrime. Altrimenti che cosa raccogliamo?
SENZA TITOLO
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà. Come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen.
FORZA 4
Pensa sempre dieci volte prima di parlare. Guardati più a fondo. Calcola la traiettoria delle parole, vestile bene, ascolta il vento e non lasciare alcuna sillaba al caso. Se metti un tassello calcola le conseguenze. Te lo consiglio perchè è strano pensare ai tuoi occhi adesso. Te lo dico perchè è logorante accorgersi che ciò che prima ti dava la vita ora in qualche modo la lacera. Te lo dico senza rancore, senza speranza, senza alcuna passione ma con tutto l'amore possibile, perchè quando una persona ti entra nel profondo ci rimane per sempre. Gli archetipi non possono morire come lo squillo di un telefono che si perde nel vuoto. Chi ami lo hai dentro e lì rimane per sempre. Tu rimarrai lì per sempre, in lacrime e con la voce strozzata. Con la coda di cavallo e le scarpe da ginnastica. Sempre lì, sullo stomaco. La tua voce ce l'ho ancora lì. Questo lo sai perchè ami come me. Una muta distanza ci ha diviso definitivamente, non c'è nessun buio più triste di questo. Mi manchi come manca del buon cibo all'affamato. E devo dirti che è buffo avere una vita piena ed essere vuoti.
UNA BANDA A PARTE
Mi piace pensare che siate tutte diverse, ognuna nel suo mondo fatto di lacrime e sogni, di speranze e crudeltà. Amo vedervi desiderare e poi distruggere ciò che desideravate. Io credo che vi abbia creato un Dio che non ha emesso mai alcun comandamento. Credo che veniate da un pianeta dove non esistono convinzioni, dove tutto sia estremamente mobile, come i pensieri, come le scelte. Vi amo nella vostra veste scura, nei vostri silenzi. E' lì che nessuno potrà mai entrare. E' lì il vostro covo. Mi piace pensare che un giorno possiate uscire allo scoperto senza la paura di essere incomprese. Mi piace credere che un giorno una di voi possa farsi prendere per mano. Forse però è meglio lasciare le carte coperte sopra questo tavolo verde. O forse no. Vi auguro di riuscire sempre a capire quale sia la cosa giusta da fare. Questa è la mia mimosa. Auguri donne.
SILENZIO
Mite. E rimango tale. Amo più che posso perchè non c'è cosa più giusta al mondo. Amo di un amore puro, d'altri tempi. Nemmeno l'amore stesso quantificherebbe la purezza. Una bestia rara, pelosa e delicata, vestita di luci e ombre. Senza tana e senza cuore. Il meglio che ci sia sulla piazza. L'immodestia e la pena. La vergogna. L'immunità e la patologia. Lo sconforto. La fede. Il disarmo più totale. Il delitto più efferato è il divieto di amare. Il silenzio è l'arma più logorante. Io il silenzio non lo capisco. A volte viene voglia di urlare ma il silenzio è più potente di qualsiasi sguardo. E' come partire e morire un pò. E' tutto e niente. Basterebbe un gesto, una parola forte detta piano, una lacrima che finisce sulle labbra. Il silenzio non lo capirò mai e nessuno me lo sa spiegare. Forse sono ancora piccolo. Forse non sono niente. Forse devo armarmi anche io. Ma perchè nessuno me lo sa spiegare?
LA DANZA DEGLI ABIETTI
Bisogna stare zitti. Bisogna portare rispetto. Quando una persona muore si deve stare in sacrale silenzio. Si deve riflettere. Essere ignavi quanto basta per comprendere che ogni vita sia una storia a sè. Basta un briciolo di cervello per capire che non si può discutere su un tema così profondo e soggettivo. La vita, la morte. L'amore. L'amore di un padre per la figlia. Un amore così puro e stanco, figlio di un cuore scrigno dell'unica inconfutabile e inattaccabile verità. Non se ne può discutere perchè provoca del vuoto. E' come quando da bambini ci si immaginava l'universo. Come la paura che la Terra smetta di girare. Non si può fare politica. Non si fanno trasmissioni televisive a tema. Non se ne parla al bar. Non si fanno certe cose. Ma questo i giornalisti non lo capiscono. Non lo capiranno mai. Mi fanno vomitare nel senso letterale della parola. Mi fanno schifo nel senso etimologico del termine. Mi provocano la nausea e fanno più male delle sigarette. I morti sono per loro una notizia usa e getta. I veri morti per me sono loro. Non gli auguro nulla di male perchè la vita li ha già puniti abbastanza regalandogli il loro mestiere.